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I due fratelli

I due fratelli

Lug 29, 2016

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I due fratelli

 

Vi sarebbe una precisa ragione biblica del motivo percui, a tutt’oggi, musulmani ed ebrei/cristiani (che discendono dagli ebrei) sarebbero in contrasto, almeno ideologicamente, tra loro. Per comprenderne le ragioni religiose, storiche e, probabilmente, mistiche ed esoteriche è necessario risalire al profeta Abramo. Secondo la Bibbia, Abramo ebbe due figli: Ismaele, il primogenito, ed Isacco. Ora, tradizionalmente, vengono indicate due linee di sangue che caratterizzano le due “stirpi”, in quanto il figlio della ‘promessa’ nel caso di molti musulmani sarebbe stato Ismaele, nel caso degli ebrei, Isacco. Ismaele era figlio di una schiava (Genesi, 16, 1-16) e Isacco, secondo la tradizione ebraica, il figlio prediletto che avrebbe portato avanti l’azione profetica di Abramo (Genesi, 21, 1-3), cioè il figlio ‘promesso’. In Genesi, 21, 9, si dice che Ismaele si faceva ‘beffe’ d’Isacco, motivo per cui, Sara, consorte di Abramo e madre d’Isacco chiese ad Abramo di mandare via Ismaele e la schiava egizia Agar, sua madre (Genesi 21, 11-21), questo, qualora sia realmente accaduto, non favorì, presumibilmente, in Ismaele il giusto legame che avrebbe dovuto avere con la ‘stirpe’ d’Isacco. Un angelo avrebbe, successivamente, comunicato ad Agar, almeno, due profezie e cioè:
“…L’angelo dell’Eterno disse: -Io moltiplicherò enormemente la tua progenie a dal punto da non poterla contare, tanto sarà numerosa-…”. (Genesi 16, 10) e riferito a Ismaele che sarebbe vissuto:
“…tra gli uomini come un asino selvatico; la sua mano sarà contro tutti, e la mano di tutti contro di lui e sarà davanti a tutti i suoi fratelli…” (Genesi 16, 12).
Ora, tradizionalmente, si dice che gli arabi (che sono perlopiù musulmani) discendono da Ismaele mentre gli ebrei da Isacco. Il testo sacro fondamentale dell’Islam, il Corano, darebbe indicazioni differenti rispetto a quello che tradizionalmente viene insegnato agli ebrei e ai cristiani, specificatamente rispetto a chi sarebbe stato il ‘figlio della promessa’ (in sostanza, colui che sarebbe stato il depositario della rivelazione divina) se Isacco o Ismaele, il Corano sostiene sia stato Ismaele, mentre secondo la tradizione ebraica si dice sia stato Isacco, infatti, secondo la maggioranza dei musulmani, attraverso una diversa interpretazione della Torah, fu Ismaele ad essere sottoposto al famoso sacrificio di Abramo richiesto dal Signore e non Isacco. Questo aspetto non è affatto secondario riguardo ad una giustificazione mistica, e conseguentemente religiosa, in relazione all’autorità spirituale di una tradizione rispetto ad un’altra. La rivelazione divina, secondo gli ebrei avrebbe seguito la linea Abramo, Isacco, Giacobbe, che per i cristiani sarebbe culminata in Gesù Cristo, discendente, appunto di Davide (discendente d’Isacco), il messia tanto atteso (per i cristiani, ma non per ebrei e musulmani i quali considerano Gesù un profeta come gli altri), secondo i musulmani, invece, fu Maometto il Profeta, discendente della linea d’Ismaele a ricevere la rivelazione divina (da Allah), poi trascritta nel Corano (Qur’an). La diatriba è, quindi, più antica e radicata di ciò che, generalmente, si crede, ed è difficile tracciarne, da un punto di vista mistico-religioso, le ragioni. Tale contraddizione è una delle principali ragioni dell’incompatibilità ideologica tra Islamismo ed Ebraismo/Cristianesimo, che, evidentemente, affonda le sue radici nel passato e proprio in una diversa interpretazione della storia biblica, nonché, e questo è chiaro, in un differente trattamento ricevuto dai due figli di Abramo. Alla fine, forse, l’Islam e i “Popoli del Libro”, così definiti coloro che fanno riferimento alla Bibbia, ovvero le altre due tradizioni religiose considerate monoteiste (Ebraismo, Cristianesimo), dovrebbero tenere presente che, in fondo, Ismaele ed Isacco erano due fratelli, che l’origine è una e la stessa, che (se non altro ai quei tempi) adoravano il medesimo Dio (il Dio di Abramo) e che, forse, almeno all’inizio, si volevano bene…

© Copyright. Tutti i diritti sono riservati, 29 luglio 2016, Associazione Sanatan Dharma Babaji

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