Associazione Sanatan Dharma Babaji

Alter ego primari e secondari

Alter ego primari e secondari

Dic 31, 2016

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Immagine di Zephy Thor

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La coscienza nello spaziotempo

(Parte seconda)

Segue dall’articolo: I molti sé, pubblicato in questo sito il 3 agosto 2016.

 

Canalizzazione del 9 maggio 2015 Associazione Sanatan Dharma Babaji

L’entità comunicante si è presentata con il nome: Babaji Mahāvatār

“Vi sono aspetti della creazione divina che attraverso il contatto con delle forme energetiche preesistenti nell’universo, creano i collegamenti adeguati per manifestare e interconnettere gli universi all’interno dei quali le personalità a loro connesse si collocano per fare esperienza. Questi aspetti, per farvi comprendere, sono come degli ologrammi, ognuno dei quali si riflette perfettamente da un universo all’altro, proiettandosi così nelle diverse manifestazioni che si trovano all’interno dei vari mondi spaziotemporali di questo sistema solare. Questi ologrammi non possono entrare in contatto con mondi che sono all’esterno di questo sistema, perché l’energia non riuscirebbe a mantenersi attiva, l’energia caratteristica di ogni sistema ha bisogno di avere una collocazione specifica e di entrare in contatto con un aspetto materiale altrettanto specifico, fondamentale per quella manifestazione, per il tipo particolare di comprensione che le anime stesse connesse a quel sistema, devono avere e che devono mantenere inalterata nel tempo. Ci sono all’interno di tutto questo, sfere energetiche che permettono che il tutto segua un ritmo, una sincronizzazione il più possibile perfetta, perché la perfezione dell’universo è in continua crescita ed evoluzione. Nel momento in cui si creano i presupposti per favorire l’azione evolutiva della coscienza individuale attraverso le incarnazioni, si formano nell’immediato i collegamenti con i vari piani di esistenza, all’interno dei quali s’incarnano diverse manifestazioni dello stesso individuo che si connettono alla manifestazione primaria. La manifestazione primaria si muove davanti a tutte le altre, proprio perché essendo la prima è quella che si trova a fare le esperienze per la prima volta, ma non solo in senso temporale, terrenamente parlando, ma in senso qualitativo. Sono esperienze qualitativamente superiori, in quanto compartecipano con la porzione più antica dell’anima e in questo senso sono più complete e condizionano a raggio quelle appartenenti alle altre linee temporali. Le esperienze delle altre personalità, sono fortemente condizionate dall’esperienza primaria in quanto in buona parte, alterate e influenzate dalle conseguenze qualitative, karmiche, delle azioni mentali, emotive e fisiche, positive e negative della personalità maggiore. Si creano così i presupposti affinché le altre manifestazioni riescano a fare esperienze attraverso un’azione più corretta, più libera dai meccanismi e dalle difficoltà che l’aspetto primario si è trovato a vivere, ma è vero anche il contrario. È definito aspetto primario perché è il più antico degli altri, gli altri sono aspetti più “giovani” hanno una consapevolezza e un’esperienza generale minore, non potrebbero vivere le stesse esperienze della personalità maggiore, c’è bisogno che l’aspetto primario crei delle predisposizioni di base per permettere agli altri aspetti di fare esperienze diverse ma che si collegano sempre, più o meno direttamente, più o meno consapevolmente, all’esperienza primaria. Attraverso l’azione dell’aspetto primario che opera nella linea temporale primaria è già stata fatta dall’anima una scrematura, è già stato eliminato o trasformato tutto ciò che porterebbe solo ad avere problemi inutili per l’avanzamento e la crescita spirituale dell’anima stessa. Attraverso questa ripulitura, l’aspetto primario elimina tutto ciò che di eccessivo le altre personalità troverebbero davanti al loro cammino, tutto ciò che non sarebbero in grado di sostenere in funzione delle loro strutture energetiche e della loro consapevolezza. Queste personalità secondarie hanno un’azione più facilitata, per poi dare a loro volta il giusto sostegno e il giusto equilibrio, mantenendo al centro l’azione primaria e proseguire così il loro percorso evolutivo attraverso le incarnazioni, il cui fine è il bene o l’evoluzione dell’unica anima.”

Estratto della canalizzazione “La coscienza nello spaziotempo”, capitolo 3, ottava sezione del libro L’amore e la fine dei tempi” di Giuseppe Montalbano (Jāriyama), disponibile in formato elettronico su Amazon Kindle Store, Google Play Book Store, Streetlib Store, Apple iBook Store, Bookrepublic.

© 2015 Giuseppe Montalbano. Tutti i diritti sono riservati.

 

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