Associazione Sanatan Dharma Babaji

Bene e Male

Bene e Male

Dic 27, 2016

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“Il male è tutto ciò che si oppone allo sviluppo spirituale dell’essere umano, ma senza che quest’azione sia palese o si manifesti per ciò che è realmente, bensì, facendo credere ad ognuno di realizzare o di sforzarsi nel realizzare, quello che è più giusto per se stesso, in quanto realizzazione dei desideri più ovvi ed immediati, alimentando un falso concetto di sé, una falsa natura, una falsa concezione di sé stessi e degli altri ed è proprio in questo senso che anticamente veniva definito il concetto induista di māyā (sanscrito: illusione). Il bene è, contrariamente, per definizione, tutto ciò che invece, permette all’essere umano di  soddisfare la sua natura più profonda, le sue vere aspettative, quindi il suo ruolo cosmico e divino anche se così, a differenza del male la cui attrazione è più immediata, può non sembrare e spesso, ciò che è bene non appare come tale o non viene percepito come fondamentale o importante per vivere in questo mondo maggiormente ora, nel Kālīyuga. Tutte le maggiori tradizioni religiose e spirituali antiche, descrivono questa dualità tra bene e male. Nella tradizione più antica induista e poi successivamente buddhista, il bene è conosciuto come dharma (legge divina universale) e il male come adharma (caos, assenza di legge divina). Esotericamente esiste un male individuale, che si collega al male planetario, connesso al male sistemico che è in relazione e trae vita dal male galattico (della nostra galassia, la Via Lattea e così è per ogni sistema planetario di ogni galassia), ma che si alimenta attraverso il male proveniente da altri universi paralleli e coesistenti al nostro o in altri termini, altre linee spaziotemporali teorizzate da alcune delle speculazioni teoriche della fisica moderna sul multiverso. Questo è il male; ciò che in ogni sistema, dal più piccolo al più vasto, ne rappresenta la negazione evolutiva, facendo intendere ciò che è un adattamento disfunzionale, disadattivo e dannoso per una sicura e attrattiva alternativa ma in ultima istanza, facendo percepire gli “scarti” (concetto questo estremamente complesso che meriterebbe un trattato a parte) ovvero tutto ciò che è stato “sacrificato” affinché qualcosa di “buono” venisse in manifestazione, come fondamentalmente migliori o comunque maggiormente ed illusoriamente attrattivi. Ogni creazione, di qualsiasi genere, affinché si manifesti, necessita il sacrificio di qualcosa, tutta la vita è strutturata in questo modo, l’ordine è il sacrificio del caos, il rispetto e la fedeltà nei confronti del proprio partner è il sacrificio e la rinuncia alla realizzazione di desideri sessuali nei confronti di altri individui, una buona dieta alimentare è la rinuncia ad un comportamento alimentare smodato e privo di regole ma allettante, ecc.… Il termine “buono”, secondo l’accezione data dai maestri di saggezza, significa una cosa sola ossia l’insieme di azioni che permette alla specifica creazione di sopravvivere e sebbene, sempre secondo i loro insegnamenti, esistono diverse creazioni ovvero diversi ordini di esseri, tutti emanati o creati, dalla stessa fonte divina, all’essere umano deve, logicamente, interessare ciò che permette alla sua creazione, quella umana, di sopravvivere. Questo perché ogni specifica creazione ha una sua legittima collocazione all’interno del progetto divino, collocazione definita, scandita e limitata dalla stessa peculiare natura degli esseri che appartengono a quello specifico sistema creativo o linea evolutiva, essenza fortemente caratterizzata e particolare, necessariamente differente da creazione a creazione. L’aspetto fondamentale di questa visione è che i limiti dell’una non sono, necessariamente, gli stessi limiti dell’altra e le conquiste dell’una non sono, necessariamente, le stesse conquiste dell’altra, questo perché il ruolo spirituale e quindi gli scopi specifici di ciascuna creazione e degli esseri che vi appartengono, sono diversi. Ogni linea evolutiva ha il suo particolare male con cui confrontarsi, ma in qualche modo misterioso e complesso, i vari “mali” delle creazioni tra loro connesse, si rinforzano l’uno con l’altro, così come per contrasto, tutti i vari “beni”. Il male e il bene per la specie umana, sono “relativamente assoluti”, non è un gioco di parole e non è una contraddizione, il senso è che sono principi assoluti in relazione all’essere umano, ma relativi rispetto all’universo di cui, peraltro, fanno parte. Il male, scendendo più nello specifico, per l’essere umano, allo stato attuale della sua evoluzione, è quello di separare i bassi istinti dalle aspirazioni e i desideri superiori, creando in ogni singolo individuo, in misura più o meno accentuata e più o meno palese, delle forme di scissione interiore, emotiva e mentale, sino alla disperazione e alla schizofrenia vera e propria{48}. Questa lacerante divisione può essere risanata solamente attraverso il vero amore spirituale e per questo, è così importante per ogni singolo essere umano, la scintilla cristica. La scintilla cristica in tutte le sue forme: empatia verso tutti, istinto materno e istinto paterno, amore filiale, amore per la natura, rispetto profondo dei sentimenti e delle sofferenze degli altri come delle diversità, compassione, umiltà, lealtà, onestà, tolleranza, vera amicizia, amore fraterno, ecc.… La scintilla cristica è connaturata ad ogni individuo e rappresenta ciò che di più necessario, in questo sistema solare e in questo particolare squarcio spaziotemporale, ha prodotto nel suo seno, la creazione di cui l’essere umano fa parte. L’amore divino e universale è una delle caratteristiche più potenti e antiche dell’energia divina e cosmica ed è una ricchezza per tutto l’universo, non solo per l’essere umano. L’energia definita cristica è un aspetto di questo amore antico e ne rappresenta il frutto più recente ed elaborato. È il linguaggio condiviso che accomuna molte creazioni tra loro compatibili, umana, angelica ed altre, che insieme formano la Creazione alla quale il sistema solare appartiene, descritta nelle genesi di numerosi testi sacri come la Bibbia, i Veda, l’Enuma Elish, ecc.… L’amore cristico è l’ultima grande conquista della Creazione connessa a questa galassia ed è la garanzia per il futuro e la sopravvivenza delle monadi umane e di molte altre linee evolutive. Il male manifesta, in relazione a questa specifica Creazione, la totale negazione di questa manifestazione sistemica di amore che è uno dei conseguimenti più grandi ed importanti del percorso evolutivo-spirituale dell’intero sistema solare, di cui l’ordine creativo umano e angelico sono parti integranti e alleate. Senza questa potente vibrazione cosmica, le monadi umane non hanno futuro, né qui, né altrove. In questo senso, è una lotta cosmica per la sopravvivenza. La nostra stessa sopravvivenza.”

Estratto dal libro “L’amore e la fine dei tempi” di Giuseppe Montalbano (Jāriyama), seconda sezione, primo capitolo: “Bene e Male”, disponibile in formato elettronico su Amazon Kindle Store, Google Play Book Store, Streetlib Store, Apple iBook Store, Bookrepublic.

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