Associazione Sanatan Dharma Babaji

Dalla lettera A alla C

ABHICĀRA
Sanscrito: magia nera, così chiamata nella cultura vedica, praticata dagli anghirasas in contrapposizione agli atharvan, i sacerdoti del fuoco, come descritto nell’Atharvaveda. Sono rituali, con simboli e immagini specifiche, che vengono compiuti attraverso movimenti che vanno nel senso opposto ai movimenti tradizionali divini, quindi in senso antiorario. Secondo i Veda, i primi agiscono con l’ausilio degli asura o demoni e i secondi in collaborazione con i deva o angeli.

ĀDI
Sanscrito: primo, originario, primordiale, epiteto generalmente associato a Dio.

AHAMKĀRA
Sanscrito: modificazione dell’”io sono”. Ego terreno o inferiore.

ALICE ANN BAILEY
(Manchester, 16 giugno 1880 – New York, 15 dicembre 1949). Veggente spirituale. Ha divulgato, grazie al maestro Tibetano (Djwal Khul), interi volumi di conoscenze esoteriche, ma anche di amore, speranza e stimolo nel particolare passaggio di ciclo caratterizzato dall’inizio del penultimo Kālīyugapāda, cominciato nel 1938 e tuttora in corso. Esordio contrassegnato dal manifestarsi della seconda guerra mondiale (1 settembre 1939 – 2 settembre 1945). Ha fondato nel 1923 la Società Arcana che è organizzata per corrispondenza nei Centri di New York, Londra e Ginevra.

ANIMA
Sanscrito: ātman. È l’aspetto inferiore della monade o paramātman, quell’essenza che permette alla coscienza divina primaria di discendere oltre il settimo universo o Satyaloka, l’universo naturale e originale di esistenza della monade, per fare esperienza nei sei universi successivi: Taparloka, Janarloka, Maharloka e attraverso la personalità inferiore o jana, in Svarloka, Bhuvarloka e Bhūrloka. Più generalmente è il principio spirituale evolutivo e dinamico che ha lo scopo di unire lo spirito più alto (monade o paramātman) con la materia più bassa e grossolana (sthūlaprakriti). Questa unione si perfeziona nel corso delle numerose incarnazioni e comincia a far sentire il potere dello spirito attraverso tale livello della materia in maniera sempre più consistente dalla prima iniziazione in avanti. In altri termini, è la porzione relativamente più recente (secondo il tempo come percepito da una prospettiva monadica) del sé superiore.

APOCALISSE
Dal greco “apokálypsis”, termine che significa “rivelazione”. Periodo in cui si consuma la guerra escatologica tra bene e male descritto in modo esoterico, cioè attraverso allegorie e simboli, dall’apostolo Giovanni attraverso, appunto, specifiche rivelazioni. Tali rivelazioni sono contenute nel L’Apocalisse di Giovanni, il libro finale del Nuovo Testamento, conosciuto anche come Libro dell’Apocalisse o Libro della Rivelazione. Questo testo contiene diverse citazioni veterotestamentarie e si ritiene che sia stato influenzato, primariamente da Daniele, Isaia, Zaccaria, Ezechiele, nonché l’Esodo e il Libro dei Salmi. L’apocalisse di cui parlava Giovanni e che determinerà enormi cambiamenti sia a livello mondiale che individuale, è riferibile alla parte finale del Kālīyuga con i suoi sottocicli. Questa apocalisse avrebbe cominciato a manifestare una delle sue fasi più intense, relativamente dai primi del 1900, per raggiungere uno dei punti di maggior forza con l’approssimarsi del 2298, in corrispondenza dell’inizio del Kālīyugasandhi finale che si concluderà con l’entrata nel ciclo temporale del Dvāparayuga, costituito da quattro eoni, rispettivamente: eone dell’Acquario, eone del Capricorno, eone del Sagittario, eone dello Scorpione. L’essere umano dovrà vincere sempre nuove sfide specifiche per prepararsi ad entrare a tutti gli effetti nel nuovo eone astrologico dell’Acquario, corrispondente all’entrata effettiva nel sandhi iniziale del Dvāparayuga ascendente e che indica, a tutti gli effetti, il vero cambiamento epocale. In questo contesto, l’apocalisse descritta da Giovanni, è collegabile al periodo di grande cambiamento, la cui fase finale e più nevralgica, è stata annunciata da Shrī Hairākhan Babaji Mahāvatār, definita kranti, relativa all’approssimarsi, come già detto, della fine del Kālīyuga.

ĀSANA
Sanscrito. 1) seggio, 2) postura fisico-meditativa dello yoga, 3) terzo anga dello yoga degli otto mezzi o ashtānga yoga o rāja yoga.

ĀSHRAMA
Sanscrito: eremo, il luogo di un saggio. Centro spirituale.

ASPETTO
Vedere, nove emanazioni, aspetti o raggi.

ASPIRANTE
Colui che si trova nel regno dell’illusione terrena ma che lavora e aspira, più o meno inconsapevolmente, a divenire discepolo. Ci sono diversi gradi di aspirante.

ASSETTO ENERGETICO
Combinazione energetica che struttura ogni entità. Tutto è sotto l’influsso di almeno nove emanazioni e così è per le anime umane. Nel suo aspetto semplificato s’intende per assetto energetico l’insieme composto dall’emanazione (aspetto o raggio) dell’anima, da quella della personalità inferiore e dall’elemento (modalità vibratoria con cui l’energia dell’anima si manifesta nei corpi inferiori). Ogni essere umano ha il proprio assetto energetico in quanto ogni anima manifesta una parte infinitesimale dell’energia di Dio, ma questo assetto in realtà può essere decifrato con certezza soltanto da alcune categorie angeliche, dai veri maestri spirituali o al limite dagli iniziati sotto la guida del proprio guru, perché soltanto i maestri hanno la visione completa dell’individuo e di tutti i suoi corpi sottili. In realtà i fattori che concorrono alla definizione dell’assetto energetico di un individuo sono numerosi, perché ogni anima è il risultato di molteplici e complessi fattori. Conoscere il proprio vero assetto energetico è molto importante perché può, com’è logico, aiutare notevolmente l’individuo a comprendere la sua reale natura e manifestare in modo corretto l’energia della propria anima e quindi la parte più importante di se stesso, quella profonda e spirituale, realizzando così il proprio svadharma.

ASTRAL MEDIUMSHIP
Inglese: medianità astrale. Tipologia medianica che caratterizza medium, veggenti o channeler ancora condizionati dai loro corpi inferiori (mentale, emotivo ed eterico-fisico) e quindi limitati nei loro contatti all’interno dei rispettivi tre universi inferiori (Svarloka, Bhuvarloka e Bhūrloka). I maestri spirituali e i deva o angeli, contattano il medium dal Maharloka in su, per questo è sinonimo di medianità di basso livello.

ASURA
Sanscrito: demoni. A questa categoria appartengono gli angeli caduti che hanno scelto il sentiero involutivo. Letteralmente “senza Sole”, “assenza di luce”. Gli asura sono entità demoniache presenti nella Via Lattea che si oppongono alle entità angeliche o deviche, anch’esse presenti nella nostra galassia e che nello specifico, contrariamente agli asura, favoriscono l’evoluzione dell’anima umana, collaborando con il disegno divino. Gli asura sono gli strumenti di quella che sommariamente, potremmo definire Fratellanza nera.

ĀTMAN
Sanscrito: anima individuale, sé dell’essere. È l’aspetto inferiore del paramātman o monade, quell’essenza che permette alla coscienza divina primaria di discendere oltre il settimo universo o Satyaloka, l’universo naturale e originale di esistenza della monade, per fare esperienza nei sei universi successivi: Taparloka, Janarloka, Maharloka e attraverso la personalità inferiore o jana, in Svarloka, Bhuvarloka e Bhūrloka. In altri termini è un aspetto del sé superiore, la sua porzione relativamente più recente (secondo il tempo come percepito da una prospettiva monadica).

ATOMO
Elemento fondamentale che struttura la materia e che consiste in elettroni che orbitano intorno a un nucleo positivamente carico.

AVATĀR MEDIUMSHIP
Vedere divine mediumship.

AVATĀRA
Sanscrito: discesa. Indica, nella tradizione induista, la discesa di un’incarnazione divina sulla Terra.

BABAJI MAHĀVATĀR
Shrī Hairākhan Babaji, Sanatkumāra. Letteralmente “Baba” significa “padre”, “Ji” è un termine che indica rispetto o anche “grande”. Mahā significa “grande”, avatāra significa “discesa di una manifestazione divina”. È considerato da molti in diverse zone dell’India e altrove, la più alta manifestazione del Divino. È tradizionalmente il Maestro dei maestri, nonché il catalizzatore più potente dell’energia di Shiva sul pianeta. La sua più recente, conosciuta, manifestazione terrena risale al 1970 ad Hairākhan, Uttarakhand, nord India. Si è manifestato in coincidenza con la fine del primo Kālīyugaupapāda (1938-1968) e l’inizio del secondo (1968-1998), dell’attuale Kālīyugapāda (1938-2298).

BHAGAVADGĪTĀ
Sanscrito: il canto del Divino. Fondamentale testo sacro induista che narra, attraverso il racconto di una guerra, l’eterna lotta dell’essere umano tra le sue tendenze demoniache e divine. È parte integrante di un racconto mitologico molto più grande, il Mahābhārata, composto da 18 libri (parvan). Nello specifico è un testo di 700 versi suddiviso in 18 canti (adhyāya) risalente a circa il III sec. a.C., contenuto nel VI parvan della suddetta epopea. Il tema centrale del testo è tradizionalmente ambientato all’inizio del Kālīyuga, ma secondo i calcoli di questo libro, siamo tra la fine del Dvāparayuga discendente e l’approssimarsi del Kālīyuga, periodo contrassegnato dalla discesa dell’ottavo avatāra di Vishnu, Shrī Krishna. Tutto il Mahābhārata si articola intorno a questo importante passaggio di yuga.

BHAGWĀN O BHAGAVĀN
Sanscrito: Dio, Persona suprema, Signore supremo. È una delle tre modalità di manifestazione del Divino, le altre due sono: Brahman e paramātman.

BHAJAN O BHAJANA
Sanscrito: canto spirituale. È la condivisione di un canto devozionale rivolto a specifiche manifestazioni e personificazioni dell’energia divina.

BOLO
Sanscrito: inni di lode e di vittoria ai vari aspetti del Divino e ai vari maestri.

BRAHMĀ
Sanscrito, dalla radice sanscrita: brih, che cresce, evolve, si sviluppa, si espande. È lo Spirito che si espande attraverso la Materia o Prakriti. Aspetto della Trimūrti che permea la materia attraverso l’energia dell’azione intelligente dello Spirito divino. È lo Spirito Santo della teologia cristiana, è Kriyāshakti dell’induismo, la terza emanazione divina. La qualità o guna della materia controllata da questo aspetto divino è il rajas guna o qualità dinamica della materia. Il suo vāhana o veicolo è hamsa, un cigno. È connesso a mūlādhāra cakra, il cakra il cui kshetram corrisponde alle vertebre coccigee posteriori. La sua shakti è Sarasvatī.

BRAHMAN
Sanscrito, dalla radice sanscrita: brih, che cresce, evolve, si sviluppa, si espande. Energia divina onnipervadente dell’universo, energia impersonale di Dio. Una delle tre modalità di manifestazione del Divino, le altre due sono: Bhagavān e paramātman.

BUCO NERO
Oggetto della fisica presente nel nostro universo, estremamente massivo, talmente denso da disporre di un campo gravitazionale così intenso al quale niente di ciò che si trova in sua prossimità può sfuggirgli, neanche la luce, da cui il nome.

BUDDHA
Siddharta Gautama o Buddha Shakhyamuni. Secondo l’induismo (vedere Bhagavatapurāna, ecc…), era una manifestazione dell’emanazione dell’amore vaishnava o cristico. Si è manifestato intorno al 566 a.C. a pochi chilometri dal confine con l’India, precisamente a Lumbini, nel Nepal meridionale a 230 km dalla capitale Kathmandu. È stato il fondatore del buddhismo, una delle più importanti tradizioni filosofiche e spirituali del mondo con forti legami con l’induismo da cui deriva. È considerato nella tradizione induista il nono avatāra di Vishnu.

BUDDHISMO
Vedere Buddha.

CABALA EBRAICA
Ebraico. Cabala, kabbalah o qabbalah. Deriva dalla radice semitica QBL/KBL, che significa “ricevere”. È l’insieme delle conoscenze mistiche ed esoteriche dell’ebraismo rabbinico che tradizionalmente, si ritiene siano state tramandate dai tempi dei patriarchi e dei profeti, i quali trasmettevano tali insegnamenti oralmente. Tale raccolta di insegnamenti è collegata alla Torah o Pentateuco e ad altri testi della tradizione ebraica antica (Libro di Enoch, Sepher Yetzirah, ecc…) e medioevale (Sefer Ha-Bahir, Sefer Ha-Zohar, ecc…).

CAKRA
Adattato in cakra. Sanscrito: ruota, vortice, disco, cerchio. Sono centri energetici alla base di ogni manifestazione, sia essa fisico-eterica, emotiva, mentale, egoica o spirituale nonché, minerale, vegetale, animale, umana, planetaria, sistemica, galattica o cosmica. In un essere umano i cakra principali sono sette e sono la sede delle vāsanā, tendenze profonde e karmiche dell’individuo, centri energetici dove vengono immagazzinate le esperienze positive e negative, di gioia e di dolore, sotto forma di memoria subconscia e inconscia (citta). I cakra umani in ordine ascendente sono: mūlādhāra, svādhishthāna, manipūra, anāhata, vishuddha, ājñā, sahasrāra.

CAMPO (FISICO)
Modello teorico di fisica che descrive le particelle elementari della materia e le loro interazioni, nel loro duplice aspetto di corpuscolo-onda, all’interno di un contesto quantistico relativistico. Il campo in fisica è una grandezza che si esprime come una funzione in un punto dello spazio e del tempo. Esempi di campi in fisica sono il campo elettrico, il campo gravitazionale e il campo quantistico.

CANALIZZATORE
Vedere channeler.

CANALIZZAZIONE
Vedere channeling.

CANDANA
Sanscrito: sandalo. Cerimonia in cui il pūjāri, utilizzando generalmente pasta di sandalo, kumkum e riso, applica dei segni sulla fronte dei partecipanti, in prossimità del 6° cakra o ājñā cakra, centro della visione spirituale e del contatto con il proprio guru. Sono simboli che hanno la funzione di favorire nell’individuo un’attitudine divina e spirituale. Esistono vari tipi di candana, che rappresentano aspetti energetici divini differenti.

CATUR MAHĀRĀJA
Sanscrito: quattro grandi re. I quattro signori del karma e delle direzioni. Yama e Varuna, rispettivamente, a sud e ad ovest, detengono e controllano il karma negativo; Kubera e Indra, rispettivamente, a nord e ad est, detengono e controllano il karma positivo. Sono conosciuti anche come Dikpala o Signori degli spazi. Vedere anche Signori del karma.

CHANNELER
Inglese: canalizzatore. Ci sono due tipologie di channeler, uno spirituale, in contatto con entità divine e l’altro astrale, in contatto con entità di basso livello. Chiunque abbia delle facoltà medianiche, per avere la garanzia di contattare entità spiritualmente evolute, deve fare un costante lavoro di purificazione, attraverso vere pratiche spirituali, sui tre corpi inferiori, mentale, emotivo ed eterico-fisico. Le caratteristiche principali di uno spiritual channeler sono la chiaroveggenza divina (divyacakshus), capacità di vedere cose soprannaturali e divine e la chiaroudienza divina (divyashrotra), capacità di udire cose soprannaturali e divine. Etimologicamente sinonimo di veggente e medium.

CHANNELING
Inglese: canalizzazione, nella forma di messaggi spirituali ricevuti dal channeler attraverso le facoltà soprannaturali di chiaroveggenza e chiaroudienza.

CORPO CAUSALE O KĀRANASHARĪRA
In sanscrito kāranasharīra. È il corpo sottile che contiene il bagaglio delle esperienze che l’anima vive durante le diverse incarnazioni (karma). È in stretto contatto con la parte superiore del corpo mentale ed è attraverso il corpo causale che si comincia a percepire l’energia di Dio e del proprio maestro. Si inizia ad essere coscienti del corpo causale ai primi livelli del discepolato e si entra in contatto diretto con esso alla prima iniziazione. È lo specchio limpido attraverso il quale vediamo e percepiamo la nostra anima, il nostro maestro e Dio. È il mezzo attraverso cui la personalità inferiore e l’ego inferiore contattano l’anima. Anche il kāranasharīra (come l’anima) mantiene durante le varie incarnazioni la stessa emanazione, ma mentre l’anima è potenzialmente e relativamente eterna, il kāranasharīra si disgrega definitivamente col raggiungimento della quarta iniziazione, quando l’anima esce definitivamente dal suo particolare insieme di cicli di nascite e morti (samsāra). La specifica emanazione e il pianeta del corpo causale, indicano lo svadharma, il ruolo spirituale, personale e profondo di ogni singola anima nei tre regni dell’incarnazione (mentale, emotivo ed eterico-fisico), attraverso la propria peculiare visione del Divino. Il corpo causale indica, inoltre, qual è la via migliore che la nostra anima deve seguire per tornare alla fonte ed è la causa di manifestazione delle varie personalità inferiori nelle diverse incarnazioni dell’anima, da cui il nome.

COSTELLAZIONE
Raggruppamento di stelle atto a formare un’immagine specifica. Attualmente la sfera celeste è divisa, dall’Unione Astronomica Internazionale (IAU) in 88 costellazioni, la funzione di questa suddivisione è quella di mappare le stelle. Le costellazioni tradizionali considerate dall’astrologia sono quelle che intersecando l’eclittica compongono lo Zodiaco e sono 12. Tolomeo (100-175 d.C. circa) individuò 48 costellazioni comprese le 12 tradizionali. Per l’astrologia esoterica queste 12 costellazioni hanno dei significati particolari in relazione al genere umano e alla sua evoluzione.

CRISTO
Entità di altissimo livello spirituale che lavora in comunione spirituale con Shrī Babaji Mahāvatār, come Vishnu e Shiva, il Figlio e il Padre. Emana dal cakra del cuore di Dio, manifesta il suo amore e quindi la seconda emanazione o raggio, l’energia vaishnava o cristica, premashakti. Cristo presiede alla linea della seconda emanazione, il suo omologo induista è Vishnu.

(Tratto dal libro “L’amore e la fine dei tempi” di Jāriyama).

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