Verità, Semplicità e Amore

Il mistico

Il mistico

Ago 1, 2016

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Il mistico

 

Ci sono individui di religione induista, ebraica, cristiana ed islamica, per fare alcuni esempi, che hanno tratto dalla lettura e dallo studio, rispettivamente, dei Veda, del Tanàkh (Bibbia ebraica), dei Vangeli e del Corano, la forte motivazione interiore a migliorare sé stessi e ad amare il prossimo, caratterizzati da una forte disposizione ad accogliere la diversità e, conseguentemente, avere tolleranza nei confronti di altre prospettive religiose come, al tempo stesso, vi sono altri individui che, invece, utilizzano tali testi per alimentare il proprio potere personale, l’azione manipolatrice nei confronti degli altri e sono pervasi da una forte, più o meno, celata (falsa modestia) intolleranza verso i rappresentanti di altre religioni o credenze. Stiamo discutendo di miliardi di credenti, che sono persone, ed è ragionevolmente impossibile anche solo tentare di descrivere la spinta interiore di miliardi d’individui diversi tra loro. Il fatto che alcuni individui abbiano interpretato in un certo modo i testi sacri (ammesso siano stati realmente studiati) e abbiano fatto guerre a nome di qualche “dio” o “religione”, non implica, evidentemente e ragionevolmente, che tutti i miliardi di religiosi o mistici di tutte le religioni, di tutto il mondo, di tutti i tempi, abbiano interpretato tali testi allo stesso modo e che osannino, o abbiano osannato, l’intolleranza e la guerra. Rimane il fatto, inoltre, per chiarire, che l’ambito religioso rientra a tutti gli effetti, piaccia o meno, concettualmente e incontrovertibilmente, per definizione, nel campo del misticismo e dell’esperienza mistica, la quale, sempre per definizione, è soggettiva e non dimostrabile (almeno per ora) scientificamente, ma consistentemente valida e dimostrabile per il mistico: http://www.treccani.it/enciclopedia/misticismo/. Consegue, naturalmente, che, coloro che credono al misticismo e alla relativa conoscenza mistica, considerano i testi sacri, della propria religione o tradizione, autorevoli, esistono, infatti, mistici hindū, ebrei, buddhisti, cristiani, islamici, taoisti, scintoisti, ecc… L’esperienza mistica assume valore solo attraverso il vissuto mistico personale, che può consolidarsi all’interno di un percorso religioso definito e specifico, come al di fuori di qualsiasi religione tradizionale, ma sempre misticismo è. Non solo, è proprio quando più esperienze (mistiche) sono condivisibili che nascono le fedi, le credenze e poi le religioni. L’esperienza mistica viene definita come un’esperienza la cui natura è trascendentale, motivo per cui è pacifico, sia oltre ciò che, comunemente, viene considerato oggettivo e misurabile, ma situata in tutto ciò che è oltre la realtà sensibile, come, del resto, tutta la metafisica: http://dizionari.corriere.it/dizionario_italiano/M/metafisica.shtml. Possiamo non considerarci dei mistici e avere una prospettiva della vita più affine al materialismo (termine contrario, in italiano, di misticismo: http://dizionari.corriere.it/dizionario_sinonimi_contrari/M/mistico.shtml), tenendo presente, però, che tutte le religioni si fondano sul misticismo. D’altra parte ci sono molti aspetti della realtà sensibile, come la coscienza stessa, o l’origine dell’universo che, pur avendo una loro necessaria oggettivazione in quella che definiamo realtà fisica, rimangono, ad oggi, per molti versi e in ultima istanza, in buona parte, misteri. In ogni caso, una condizione imprescindibile per avanzare qualsiasi giudizio su qualsiasi argomento, è quella di conoscerlo a fondo. Non è auspicabile improvvisarsi medici senza delle solide basi, ad esempio, in anatomia, fisiologia e patologia e, conseguentemente, senza l’abilitazione ad esercitare tale professione, come non è auspicabile improvvisarci insegnanti yoga senza un serio percorso alle spalle e, anche qui, l’abilitazione all’insegnamento, non è auspicabile, come regola fondamentale e generale, improvvisarsi qualsiasi cosa, senza delle basi di studio serie, incluso rabbini, sacerdoti cristiani, buddhisti, ecc… Ogni ambito necessita, compatibilmente con la ragione, di studi specifici e, a dirla tutta, non dovrebbe essere necessario sottolinearlo, in quanto stiamo parlando dell’ovvio. Certo, poi nella realtà tutti si sentono in grado di dire e fare tutto pur non avendo la preparazione adeguata, ma questo è uno dei principali motivi per cui vengono fatti diversi, spesso anche cospicui, danni e diffuse sciocchezze che non fanno altro che aumentare una confusione sempre più imperante e dilagante. Se vogliamo “dire la nostra” su argomenti che esulano dalla nostra specifica professione o ambito conoscitivo, almeno, per onestà intellettuale e, soprattutto, per non affermare baggianate e, al contempo, fare scempiaggine della conoscenza, è inevitabile studiare, e aggiungerei approfonditamente, quello di cui vogliamo discutere. Non si può giudicare la Bibbia, testo di riferimento per miliardi di persone, per il comportamento di qualcuno, senza averla mai studiata seriamente e questo vale anche per il Corano, per i Veda (le Upanishad, ecc…) e per ogni altra tradizione, è solamente una questione di attinenza ai fatti e di coerenza, semplicemente non si può, e non si dovrebbe, se vogliamo realmente portare chiarezza, parlare di ciò che non si conosce, possiamo interpretare i comportamenti degli individui ma no parlare di testi, sia in un’ottica negativa che positiva, in mancanza di uno studio approfondito ed articolato e questo è estendibile a qualsiasi ambito, naturalmente, non solo religioso. Non comparerei, peraltro, come a volte viene mediocremente fatto, la credenza nelle religioni e, in un senso più espanso, nel misticismo e nella metafisica, con il “credere” a personaggi di fantasia come, ad esempio, Superman, Biancaneve o il genere fantasy, equiparando banalmente tali “storie” a testi sacri antichi di migliaia di anni che necessitano, come già detto, di un serio studio, nonché di pratiche specifiche che sarebbero poi una delle cause effettive delle esperienze mistiche. Nondimeno, in un caso, abbiamo la certezza che si tratti di un’invenzione (Biancaneve, Cenerentola, gli hobbit, ecc…), nell’altro pur potendo, legittimamente, come già detto, non considerarci dei mistici quindi non credere ai profeti che migliaia di anni fa, presumibilmente, erano in contatto diretto con il Divino, per cui avrebbero ricevuto “rivelazioni divine”, e ad altre questioni metafisiche che emergono da tali testi, nessuno di noi era, materialisticamente parlando, presente per attestare o meno l’esistenza di tali “rivelazioni”, di cosa realmente si trattasse o cosa realmente sia successo. Inoltre, vi sono percorsi pratici, mistici e metafisici specifici, racchiusi (anche) in numerosi testi che, se non altro, anche per farsi una semplice idea andrebbero, almeno, conosciuti ma soprattutto praticati come, per fare un esempio, lo yoga. Soltanto per avere una conoscenza, ad esempio, dell’ebraismo, sufficiente a poterne disquisire con cognizione di causa (senza considerare il misticismo esoterico ebraico) è necessario studiare la Torah, i Nevi’im, i Ketuvim e il Talmud e, tale studio, richiederebbe anni d’impegno costante, compresa una certa conoscenza della lingua ebraica, siamo realisti. In tali testi, infatti, vengono descritti numerosi concetti metafisici che non possono essere, neanche volendo, sintetizzati in poche parole, essendo, tale conoscenza, il risultato di interpretazioni particolari di tutta la simbologia ebraica la quale, come per ogni altra tradizione antica, per poter essere correttamente interpretata è necessario avere le chiavi interpretative adeguate, impossibile improvvisare o inventarsele, tale chiave interpretativa, è definita esegesi, ed esiste una esegesi ebraica, cristiana, islamica, induista, ecc…, ovvero, migliaia di anni di metafisica e, in senso lato, di filosofia. Certo è possibile avere una propria personale esegesi dei testi, ma non senza averli adeguatamente studiati, tutto il resto, per usare un termine caro a molti detrattori della New Age, è “fuffa”, anche se a fare certe “valutazioni” fosse un bravo scienziato. Difficile il paragone, anche da questo punto di vista, con un cartone animato di poco più di un’ora o con il genere letterario conosciuto come fantasy. Alla fine le alternative sono due: si può asserire qualcosa spinti dall’emotività, oppure attraverso una conoscenza profonda e sistematica di ciò che stiamo asserendo, il fatto è che molti hanno la brutta abitudine a disquisire di argomenti che non conoscono o conoscono solo superficialmente. In realtà, ad oggi, possono essere formulate solo ipotesi rispetto a molti degli eventi, anche soprannaturali, descritti nei maggiori testi tradizionali, ecco da dove nasce la giustificazione teorica e storica del misticismo e, in senso lato, della metafisica, anche dal loro essere “atemporali”. Sono concetti (quelli mistici e metafisici) la cui oggettività, allo stato attuale, non può essere dimostrata, ma dei quali, altrettanto, non può essere dimostrata, con assoluta certezza, la loro inesistenza, in quanto, per il mistico, la loro esistenza, e quindi la fondatezza di un testo considerato (per questo) sacro, diventa, appunto, dimostrabile, ovvero ha la sua fondatezza, nell’esperienza mistica e tale esperienza, oltre ad essere eterna e da sempre (secondo il mistico) sperimentabile da chiunque lo desideri, è l’essenza di ogni percorso mistico e spirituale compreso lo yoga, il reiki e quant’altro. Ragioni per cui, miliardi di persone non ritengono plausibile credere all’esistenza di Biancaneve, dell’Uomo Ragno o di Frodo, ma sono, al contrario, devoti di qualche religione o tradizione mistica. La religione, sovente, è una scusa, le guerre nascondono logiche economiche, politiche e di potere che, semmai, è probabile che si alimentino anche, più o meno consapevolmente, di certi “contrasti” ideologici tra tradizioni religiose, i quali, anziché essere appianati, sono esacerbati ed enfatizzati a dismisura, ed altre importanti “verità” vengano contemporaneamente e volutamente nascoste. Molti di coloro che seguono le religioni, non vogliono assolutamente la guerra, l’uso di un “paravento” religioso non può essere, quindi, colpa dei testi sacri (non tutti gli ebrei, i cristiani e i musulmani che fanno riferimento ai rispettivi testi sacri sono “guerrafondai”), in senso lato, delle religioni, conseguentemente della totalità dei religiosi nel mondo. Il fatto è che il vero mistico sarà sempre aperto a nuove visioni, avendo sperimentato l’infinitezza dell’energia divina, quello falso si accontenterà della propria, avendo sperimentato solo il proprio ego.

© Copyright. Tutti i diritti sono riservati, 1 agosto 2016, Associazione Sanatan Dharma Babaji

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