Associazione Sanatan Dharma Babaji

Introduzione alla medianità spirituale

Introduzione alla medianità spirituale

Gen 9, 2017


d3stroy_lights-in-motion_yejnqwImmagine di d3stroy: http://d3stroy.deviantart.com/

La medianità è un processo antico, certamente controverso ma sistematico e strutturato e non generico e approssimativo. Possiamo credere oppure no, alla possibilità di canalizzare altre entità ma non definire un preciso processo per ciò che non è e non sarà mai. D’altra parte, in ambito metafisico, sappiamo (o almeno dovremmo) che, per definizione, siamo nel regno dell’indimostrabile, se non altro dal punto di vista del metodo scientifico tradizionale occidentale, motivo per cui possiamo considerare verosimile l’esistenza di un sistema, di un processo, di un concetto od altro, come considerarlo inverosimile e poco plausibile. Quanto detto serve a ricordare l’inevitabile distinzione tra il campo della metafisica e quello della scienza (trovare, ipotizzare o cercare affinatà, più o meno condivisibili, tra concetti metafisici e teorie speculative di qualche scienziato, può rendere interessante approfondire l’argomento, fermo restando che non dimostra niente da una prospettiva scientifica), ma non ci dice assolutamente niente sulla specificità e la peculiarità di certe definizioni metafisiche. Concetti come yoga, kundalinī, chakra, kosha, loka, sephiroth, qliphoth, ecc…sono certamente tutti concetti metafisici e non scientifici ma assolutamente chiari, definiti, specifici all’interno del loro sistema metafisico (negli esempi suddetti, induista ed ebraico) e non per la loro matrice metafisica, interpretabili e deformabili da chiunque. Lo yoga è lo yoga, la kundalinī è la kundalinī, i chakra sono i chakra, le sephiroth sono le sephiroth, ecc… esattamente come un cuore è un cuore, un polmone è un polmone, ecc… e non qualcosa d’altro, interpretabile soggettivamente. Così è la medianità, la sua natura metafisica non la rende qualcosa di diverso da ciò che è e che è sempre stata e, soprattutto, non la rende interpretabile, né tantomeno nuova. Nei testi antichi venivano descritti con evidente chiarezza “mezzi” tra l’umano ed il Divino, non senza descriverne la natura fortemente spirituale, nonché, peraltro, una forte personalità connotata “religiosamente”. Così come, del resto, venivano descritti individui, mezzi di entità pericolose (asura, rakshasa, pishacha, demoni, ecc…) per l’essere umano. In entrambi i casi venivano definiti “mezzi”, ma distinti in due specifiche categorie, una spirituale e l’altra demoniaca e questo (come tutto, se è vera metafisica), non casualmente ma in seguito ad un preciso senso metafisico. Nell’Induismo, ad esempio, si parla di 14 mondi, 4 superiori o divini (Satyaloka, Taparloka, Janarloka e Maharloka) e 3 intermedi (Svarloka, Bhuvarloka e Bhūrloka) conosciuti come saptaloka e sette inferiori o demoniaci definiti saptapatala, tutti, potenzialmente, contattabili dal “mezzo” o medium. La prima naturale distinzione da fare, perciò, come suffragato dalla conoscenza metafisica ed esoterica delle tradizioni antiche, è senz’altro quella tra alta e bassa medianità o medianità spirituale e medianità astrale, la qualità stessa dei corpi (kosha) sottili (sukshma), ovvero (per dirla con il samkhya che è, tradizionalmente, il sistema teorico alla base dello yoga), la loro maggiore o minore purezza (relativa al sattva guna, una delle tre qualità primordiali della materia o prakriti), pone il potenziale medium nella condizione di contattare (quindi canalizzare le relative entità) uno dei loka divini o uno degli abissi (patala) demoniaci, relativamente alla naturale affinità vibratoria tra tali “mezzi” e specifiche dimensioni alternative. Inoltre semanticamente, i termini “canalizzatore” (channeler o channeller, termine che ha iniziato a prendere forma e struttura, dapprima con A.A.Bailey, tra il 1919 e il 1949, e successivamente, più consistentemente, con J.Roberts, dal 1969 al 1984) e “medium”, sono del tutto equiparabili, in quanto entrambi i termini definiscono la capacità di un individuo di “contattare” entità altre e realtà altre, rispetto a quella oggettivamente condivisa, infatti la differenza reale non è tra l’origine e il significato semantico, dunque metafisico, dei due termini, quanto tra differenti medianità e conseguentemente, quindi, tra differenti modalità di canalizzare che, oltre alla necessaria distinzione suddetta, cioè tra alta e bassa medianità, sono relative a diverse tipologie medianiche le quali, senza scendere nei particolari, spaziano da quella prettamente fisica a quella mentale.
È pacifico che, indipendentemente dalle personali interpretazioni, sia il termine latino medium (“mezzo”) che l’inglese channeller o channeler (“canale”), hanno lo stesso medesimo significato, ovvero, “mezzi di qualcosa d’altro”, “intermediari”, “strumenti”, ecc…, questo perché il processo è il medesimo, ciò che, eventualmente, cambia è che tale processo è esperito a differenti livelli (mentale, emotivo e fisico). Esistono, infatti a tale proposito, medianità mentali in cui l’individuo rimane perlopiù cosciente, specifica medianità questa preferibilmente associata, in tempi relativamente recenti, ai termini “channeler” e “canalizzazione”, e medianità, definite tecnicamente fisiche, in cui l’individuo può entrare in uno stato di forte trance e nel quale la consapevolezza individuale viene meno. Naturalmente tale differenza non ci dice niente sul reale valore spirituale e sulla qualità di tale processo, si pensi, ad esempio, a Roberto Setti, medium del Cerchio Firenze 77, il quale durante tali contatti andava totalmente in trance, considerato, da molti, tra i fenomeni medianici più importanti di tutti i tempi come, per fare un altro esempio, Lee Carroll, famoso “channeler”, anch’esso molto conosciuto ed apprezzato da altrettanti individui nell’ambito del vasto fenomeno del moderno “contattismo”, che, al contrario, durante i contatti con l’entità denominata Kryon, rimane perlopiù cosciente. Sempre di medianità si tratta non solo ma, come ci ricorda A.A.Bailey, tra le due tipologie vi sono innumerevoli stati intermedi, la differenza è solo nella particolare modalità di manifestazione. Ma veniamo al punto, in questi ultimi tempi la medianità o, in chiave più moderna, la capacità di canalizzare altre “entità”, ha assunto sempre maggiore consistenza e attrae l’interesse di un numero crescente di persone, ma essere medium, channeler o veggente, per coloro che considerano tale condizione possibile, è necessariamente una condizione spirituale? Indiscutibilmente la gran parte dei medium, channelers (o come preferiamo definirli), trasmettono informazioni che, più o meno velatamente, attingono a piene mani da concetti che, per malafede o superficialità, troppo spesso non vengono definiti per ciò che realmente sono, ossia, appartenenti all’ambito della metafisica induista, certamente non ad altre tradizioni spirituali e religiose (cristiana, islamica, ecc…), mi riferisco a concetti quali: reincarnazione, karma, chakra, kundalinī, loka, kosha, ecc…, concetti metafisici antichi di migliaia di anni e di difficile e controversa datazione. Perciò, proprio partendo da quello che quest’antica tradizione ci trasmette rispetto ai medium o canalizzatori, cerchiamo di chiarire alcuni importanti punti su questo particolare e complesso argomento attraverso il seguente link:

Alta e bassa medianità

che è un breve estratto del libro sotto citato. Buona lettura.

Per approfondire questa tematica:

L’amore e la fine dei tempi” di Giuseppe Montalbano (Jāriyama), disponibile in formato elettronico su Amazon Kindle Store, Google Play Book Store, Streetlib Store, Apple iBook Store, Bookrepublic.

© Copyright. Tutti i diritti sono riservati, 09 gennaio 2017, Associazione Sanatan Dharma Babaji

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