Verità, Semplicità e Amore

La seconda forza (shakti) o emanazione (sephirah)

La seconda forza (shakti) o emanazione (sephirah)

Mar 22, 2017

Interpretazione metafisica delle nove forze o emanazioni, secondo la quale l’essere umano e il sistema di cui fa parte sarebbero il risultato della diversa combinazione tra queste forze. Tale teoria metafisica (presentata nel libro di G.Montalbano: “L’amore e la fine dei tempi”), attinge, primariamente, da tre correnti: la metafisica induista (in particolare tantrica), la cabala ebraica e la teosofia, ma anche da speculazioni relative ad alcuni più o meno recenti fenomeni medianici come quello di A.A.Bailey (dai quali si è strutturata in maniera sistematica, la concezione dei sette raggi) e dell’Associazione Sanātan Dharma Babaji. Rispetto a tale concezione, ogni individuo (come ogni altra cosa, animali, piante, musiche, ecc…) sarebbe, prevalentemente, sotto l’influsso di una di queste forze, in diversa combinazione con le altre, e questo condizionerebbe tutto il suo modo di essere e di percepre la realtà, nonché la stessa concezione del Divino. Il seguente estratto concerne l’analisi di una delle sette emanazioni strutturato, come suddetto, inizialmente dalla medium A.A.Bailey (con il termine “raggi”), ma le cui origini sono da individuare nella tradizione metafisica induista ed ebraica, come ampiamente spiegato nel libro “L’amore e la fine dei tempi” di G.Montalbano. Semplificando, secondo tale sistema ciascun individuo, inteso sia come anima o ātman che come personalità inferiore o jana, è il risultato di una o più di queste emanazioni, forze o raggi. La forza, raggio o emanazione che caratterizza l’anima (ātman) non cambia ma rimane la stessa ad ogni incarnazione e rappresenta l’aspetto più profondo e basilare dell’individuo, invece, la forza che contraddistingue la personalità (jana) caratterizza il temperamento relativo alla singola incarnazione di quello specifico spaziotempo, e può modificarsi ad ogni incarnazione, in ogni caso la sua manifestazione ed espressione risente ed è strettamente collegata alla forza primaria che qualifica l’anima. In un individuo l’emanazione dell’anima e quella della personalità, sono tra i fattori fondamentali che definiscono il suo assetto energetico. 

Proseguiamo il nostro studio con la seconda forza. 

“La seconda forza o emanazione, Hokmah (la seconda sephirah), la Saggezza divina, Jñānashakti (la seconda forza tantrica), l’Amore sapiente, è T ārā shakti, la seconda suprema mahāvidyā, la forza emotiva, compassionevole e sapiente, potenza (shakti) di Akshobha, l’Imperturbabile. Rappresenta la saggezza spirituale frutto dell’unione della volontà consapevole con l’amore universale, l’energia cristica o vaishnava che manifesta l’energia di amore e di conservazione di Vishnu, il Figlio, Cristo, rappresenta lo scopo principale di tutta la creazione, relativamente a questa creazione umana, alle linee evolutive a lei collegate (come quella angelica) ed in riferimento al nostro sistema solare. L’amore puro è l’essenza più perfetta, l’energia divina nella sua forma più condivisibile, è l’origine e il fondamento di ānanda, termine sanscrito che nella tradizione induista indica la vera beatitudine. È il frutto prezioso dell’incontro tra il Padre e la Madre, tra Shiva e Shakti. La sua caratteristica principale è l’amore sapiente puro e universale, la saggezza amorevole e profonda, Jñānashakti, quell’amore consapevole che tutti gli uomini e tutte le donne, dovrebbero conoscere e far entrare nei loro cuori. È il Signore del sattva guna, la qualità della materia che manifesta la purezza, l’armonia e l’equilibrio. Il suo vāhana (veicolo) è conosciuto nell’Induismo come Garuda, un animale simile ad un’aquila a ricordare la maggiore caratteristica di Vishnu e lo scopo finale della sua azione che è l’espansione, espansione di questo amore in ogni angolo dell’universo e la principale caratteristica del sattva guna che è l’azione ascendente, come quella del tamas è quella discendente, da cui il concetto religioso di “Cielo” e “Paradiso”. La figura dell’aquila sottolinea anche l’importante connessione che l’energia cristica ha con un’altra specifica linea evolutiva ad essa intensamente legata, oltre a quella umana, linea evolutiva rappresentata tradizionalmente come “alata”, cioè l’ordine angelico o devico. Questo animale indica anche il naturale collegamento che questa seconda forza o emanazione ha con l’elemento sottile dell’aria o vāyu sūkshmabhūta, elemento a lei, esotericamente, associato. In effetti le caratteristiche di questo elemento: leggerezza, sottigliezza, espansività, condivisibilità ed inclusività, sono caratteristiche affini sia al sattva guna che evidentemente, alla seconda emanazione. I dashāvatāra, figure divine e fondamentali in tutto l’Induismo, manifestano aspetti diversi di questa emanazione. La seconda emanazione è quell’aspetto dell’universo il cui scopo primario è l’unione-condivisione, alla base dell’espansione della coscienza, la cui caratteristica è l’amore sapiente, la frequenza dello spettro elettromagnetico visibile ad essa associata è il blu. Questa forza è compatibile con la prakruti ayurvedica a vata dominante.”

Estratto dal libro “L’amore e la fine dei tempi” di Giuseppe Montalbano (Jāriyama), quinta sezione, terzo capitolo: “Gli alter ego e le nove forze (shakti) o emanazioni (sephiroth)”, disponibile in formato elettronico su Amazon Kindle Store, Google Play Book Store, Streetlib Store, Apple iBook Store, Bookrepublic.

© 2015 Giuseppe Montalbano. Tutti i diritti sono riservati.

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