Associazione Sanatan Dharma Babaji

La terza forza (shakti) o emanazione (sephirah)

La terza forza (shakti) o emanazione (sephirah)

Mar 26, 2017

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Interpretazione metafisica delle nove forze o emanazioni, secondo la quale l’essere umano e il sistema di cui fa parte sarebbero il risultato della diversa combinazione tra queste forze. Tale teoria metafisica (presentata nel libro di G.Montalbano: “L’amore e la fine dei tempi”), attinge, primariamente, da tre correnti: la metafisica induista (in particolare tantrica), la cabala ebraica e la teosofia, ma anche da speculazioni relative ad alcuni più o meno recenti fenomeni medianici come quello di A.A.Bailey (dai quali si è strutturata in maniera sistematica, la concezione dei sette raggi) e dell’Associazione Sanātan Dharma Babaji. Rispetto a tale concezione, ogni individuo (come ogni altra cosa, animali, piante, musiche, ecc…) sarebbe, prevalentemente, sotto l’influsso di una di queste forze, in diversa combinazione con le altre, e questo condizionerebbe tutto il suo modo di essere e di percepre la realtà, nonché la stessa concezione del Divino. Il seguente estratto concerne l’analisi di una delle sette emanazioni strutturato, come suddetto, inizialmente dalla medium A.A.Bailey (con il termine “raggi”), ma le cui origini sono da individuare nella tradizione metafisica induista ed ebraica, come ampiamente spiegato nel libro “L’amore e la fine dei tempi” di G.Montalbano. Semplificando, secondo tale sistema ciascun individuo, inteso sia come anima o ātman che come personalità inferiore o jana, è il risultato di una o più di queste emanazioni, forze o raggi. La forza, raggio o emanazione che caratterizza l’anima (ātman) non cambia ma rimane la stessa ad ogni incarnazione e rappresenta l’aspetto più profondo e basilare dell’individuo, invece, la forza che contraddistingue la personalità (jana) caratterizza il temperamento relativo alla singola incarnazione di quello specifico spaziotempo, e può modificarsi ad ogni incarnazione, in ogni caso la sua manifestazione ed espressione risente ed è strettamente collegata alla forza primaria che qualifica l’anima. In un individuo l’emanazione dell’anima e quella della personalità, sono tra i fattori fondamentali che definiscono il suo assetto energetico. 

 

Proseguiamo il nostro studio con la terza forza. 

 

“La terza forza o emanazione, Binah (la terza sephirah), la Comprensione e la Conoscenza divina, Kriy ā shakti (la terza forza tantrica), l’Azione divina, è Tripursundar ī shakti, la terza suprema mahāvidyā, la forza del desiderio trascendentale di manifestazione, potenza (shakti) di Kameshvara, il dio del desiderio. La terza emanazione, manifesta l’energia creatrice e selettiva di Brahmā, lo Spirito Santo, l’aspetto di Dio che entra a contatto con “la superficie delle acque”, come dice la Genesi, le “acque” sono da intendere come la materia informe primordiale (ebraico: tehom), la Mūlaprakriti, dalla cui manipolazione creatrice di Dio deriva tutta la creazione, la materia primordiale necessaria per dare forma ad ogni cosa, attraverso la spinta volitiva del Padre e che servirà come piattaforma all’amore cristico del Figlio. La materia necessita dell’azione riorganizzatrice dello Spirito Santo, sotto la spinta del Padre, per poter accogliere in sé l’energia cristica, evento metafisico e spirituale spiegato simbolicamente dalla teologia cristiana quando insegna che il Padre feconda la Vergine Maria attraverso lo Spirito Santo per far nascere Cristo senza intervento umano, come parafrasato nel Vangelo. Questi due fattori, la terza emanazione e la Mūlaprakriti, si fondono poi in un unico aspetto, quello della materia consacrata intrisa di energia divina e spirituale, permeata di Coscienza divina. In numerose tradizioni sacre antiche, la materia primordiale, è sempre stata associata all’elemento “acqua”, evidente non solo nella Genesi della Bibbia: “Ora la terra era informe e deserta e l’oscurità ricopriva l’abisso e lo Spirito di Dio aleggiava sulle acque.” (Genesi 1,2), ma ad esempio in quella induista: “Nel momento in cui sopraggiunsero le grandi Acque che hanno in sé l’embrione di tutto l’universo, generarono Agni e fu così che l’Uno divenne il soffio vitale degli dèi.” (Rig Veda, mandala X, inno 121, v.7), nella tradizione sumera (Enki è il dio delle acque profonde definite Abzu e il creatore degli esseri umani), oppure accadica e babilonese (in cui il corrispettivo di Enki è Ea, il dio delle acque, in babilonese: Absu), dalla cultura di quest’ultima, deriva inoltre, come dimostrato archeologicamente e storicamente, buona parte della tradizione ebraica e dei suoi miti e quindi, naturalmente, parte del Tanàkh, la Bibbia ebraica. Brahmā, è la personificazione della terza emanazione divina, quell’aspetto energetico che spiritualizza le “acque”, Brahmā è lo Spirito Santo. Per questo il suo vāhana tradizionale è un cigno (hamsa), ad indicare due cose: una la bellezza della forma e l’eleganza della materia quando è pervasa di Spirito Santo, ovverosia della Presenza divina e l’altra, il legame indissolubile della terza emanazione con l’aspetto sottile dell’elemento acqua o āpas sūkshmabhūta. Lo scopo principale di questa terza forza dell’universo è la manipolazione-sistematizzazione della prakriti o materia, la frequenza dello spettro elettromagnetico visibile ad essa associata è il giallo. Questa forza è compatibile, nel regno umano, con la prakruti ayurvedica a kapha dominante. Da tenere presente che nella tradizione cabalistica ebraica, Keter Elyon, Hokmah e Binah, rappresentano una trinità sacra e nella tradizione tantrica delle dashamahāvidyā, analogamente, Kālī, Tārā e Tripursundarī, rappresentano le tre principali vidyā. L’energia cristica o di amore sapiente divino, Jñānashakti, passa da Shiva a Vishnu a Brahmā, ovvero dal Padre al Figlio, allo Spirito Santo. L’amore caratterizza logicamente tutti e tre gli aspetti divini e sia il Figlio o Vishnu, che lo Spirito Santo o Brahmā, prendono questo amore dal Padre o Shiva, sebbene sia del Figlio (nella forma degli avatāra, nella tradizione hindū, o messia, nella tradizione ebraico-cristiana, come, ad esempio, Rama, Krishna, Buddha e Cristo) il ruolo di renderlo più comprensibile all’essere umano e ad altre linee evolutive.”

 

Estratto dal libro “L’amore e la fine dei tempi” di Giuseppe Montalbano (Jāriyama), quinta sezione, terzo capitolo: “Gli alter ego e le nove forze (shakti) o emanazioni (sephiroth)”, disponibile in formato elettronico su Amazon Kindle Store, Google Play Book Store, Streetlib Store, Apple iBook Store, Bookrepublic.

 

© 2015 Giuseppe Montalbano. Tutti i diritti sono riservati.

 

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