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La Sinfonia divina secondo le Upanishad e secondo il fisico Michio Kaku

La Sinfonia divina secondo le Upanishad e secondo il fisico Michio Kaku

Giu 20, 2016

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La Sinfonia divina secondo le Upanishad e secondo il fisico Michio Kaku

Recentemente sempre più scienziati, più o meno consapevolmente, trattano argomenti che la metafisica induista (e non solo) affronta, da un punto di vista filosofico e spirituale, da migliaia di anni. Più che le dimostrazioni scientifiche (che, qualora ci siano, benvengano), sono le speculazioni teoriche che nascono da teorizzazioni scientifiche che possono avere un certo interesse per chi studia la metafisica hindū. Infatti, nel caso (e non è l’unico) del fisico statunitense Michio Kaku, esaminando le sue ipotesi e le sue teorie non emergono contraddizioni tra visione metafisica e alcune visioni speculative di fisica, come vorrebbero alcuni, bensì si evidenzia, ad esempio, una visione di “Dio” che, sebbene avulsa dalla religione in senso stretto e in linea con la visione di un universo basato su modelli matematici specifici, è sensibilmente coerente con diversi aspetti della metafisica induista, in particolare la corrente vedantica. Nel caso di Michio Kaku, lo sconfinamento nella metafisica è incontrovertibile in quanto si trattano temi che per definizione sono di natura filosofica, ontologica e trascendente. Come si evince da ciò che segue, infatti, il fisico Michio Kaku, nelle sue teorizzazioni, per quanto speculative, non disdegna affatto l’argomento “Dio”, come altri concetti di matrice metafisica.

Upanishad

“L’Ātman (Anima) universale è Uno ed è immanente in tutti gli esseri. Pur essendo Uno, appare come molteplice, analogamente all’immagine della luna quando si riflette in diversi contenitori d’acqua.” (Amritabindu Upanishad, v.12)

“L’Om è inizialmente contemplato come il Suono del Brahman supremo (la Coscienza assoluta onnipervadente), il suono dell’Assoluto. Dopo aver superato il velo superficiale del suono, permane solo l’imperituro Brahman. Chi desidera trovare la beatitudine deve meditare su questo Brahman eterno e immutabile.” (Amritabindu Upanishad, v.16).

“Esistono due tipi di percezione, quella relativa allo Shabda Brahman (il suono dell’Assoluto) e quella del Para Brahman (il Brahman supremo). Solo dopo aver realizzato Shabda Brahman consegue la realizzazione del Para Brahman” (Amritabindu Upanishad, v.17)

Michio Kaku

“Questa piccola corda, a sua volta, vibra e risuona a frequenze diverse. Se la pizzicassimo, essa cambierebbe modo di vibrazione e si trasformerebbe in un’altra particella subatomica, ad esempio un quark. Pizzichiamola di nuovo ed essa diventerà un neutrino. Possiamo così spiegare la tempesta di particelle subatomiche semplicemente come le diverse note musicali della corda. A questo punto possiamo sostituire le centinaia di particelle subatomiche osservate in laboratorio con un solo oggetto, la corda. Seguendo questo nuovo vocabolario, le leggi della fisica, elaborate con cura dopo migliaia di anni di sperimentazione, non sono altro che le leggi dell’armonia formulate per corde e membrane. Le leggi della chimica sono le melodie che su queste corde possono essere suonate. L’universo è una sinfonia di strumenti a corda. E la “Mente di Dio”, menzionata da Einstein in maniera tanto eloquente, è la musica del cosmo che risuona attraverso l’iperspazio.” (Michio Kaku “Mondi paralleli”, 2006, Torino, Codice edizioni, Cap. 1 “Immagini dell’universo da piccolo”).

“La teoria delle stringhe ci fa vedere le particelle subatomiche come note emesse da una corda che vibra; le leggi della chimica corrispondono alle melodie che si possono suonare su quella corda; le leggi della fisica corrispondono alle leggi dell’armonia cui obbedisce la corda; l’universo è una sinfonia di strumenti a corda, e Dio può essere visto come una musica cosmica le cui vibrazioni si propagano attraverso l’iperspazio. Se una tale analogia è valida, bisogna chiedersi: c’è un compositore, qualcuno che ha creato la teoria in modo che consentisse la ricchezza di universi possibili che vediamo nella teoria delle stringhe? Se l’universo è come un orologio regolato con precisione, c’è un orologiaio?” (Michio Kaku “Mondi paralleli”, 2006, Torino, Codice edizioni, Cap.12 “Oltre il multiverso”).

Le Upanishad sono antichi testi vedici ed appartengono alla tradizione rivelata (shruti), ossia, quella più antica, costituiscono la terza parte (kanda) dei Veda, i testi sacri fondamentali dell’Induismo, ovvero quella speculativa-filosofica definita jñana kanda. Le più antiche sono databili intorno al 1000-800 a.C.

Michio Kaku è un fisico statunitense, ed è stato il primo a fornire una formulazione in termini di teoria di campo del modello teorico delle stringhe, del quale è considerato, all’unanimità, un cofondatore.

Per approfondire questa tematica:

L’amore e la fine dei tempi” di Giuseppe Montalbano (Jāriyama), disponibile in formato elettronico su Amazon Kindle Store, Google Play Book Store, Streetlib Store, Apple iBook Store, Bookrepublic.

© Copyright. Tutti i diritti sono riservati, 20 giugno 2016, Associazione Sanatan Dharma Babaji

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