Messaggi degli anni 2003-2006 – Trovare un senso alla sofferenza – Shrī Yukteswar

L’entità comunicante si è presentata con il nome: Shrī Yukteswar.

“Nessuno viene abbandonato, Dio sta solo stimolando ognuno dei suoi figli a fare di più per superare i propri limiti karmici. L’amore non ha volto, l’amore non ha sesso e non ha preferenze o si ama o non si ama. Non si può pensare di far capire alle persone intorno a noi che Dio è amore nonostante le sofferenze che il mondo dovrà affrontare, se noi stessi non impariamo a sopportare la nostre e ad accettarle. La funzione di ognuno di coloro che avranno compreso i segni del Divino sarà quella di trovare un senso alle sofferenze degli altri, affinché capiscano e vadano avanti in pace e con convinzione. Le vostre parole dovranno essere richiami e certezze per le anime di tutti, dovranno consolare e lenire coloro che vedranno il caos attorno a loro e non riusciranno a vedere il mandala perfetto e geometrico di Dio in quella confusione. Voi dovrete puntare la luce laddove occhi resi ciechi dal dolore non guardano più, disperati. Ma ciò non è possibile se coloro che hanno i mezzi non riescono a vedere un senso in ciò che li accade…Dovete comprendere che ciò che vedete fuori di voi è un riflesso di quello che avete dentro e che dovete superare. Non vi fu detto che non era possibile evitare la kranti perché ogni parte del mondo attraverso l’odio avrebbe visto il proprio riflesso? Attraverso la sofferenza si cresce e si evolve, soffrire a volte è l’unica via per andare oltre, oltre ciò che rende la libertà dello spirito prigioniera. Alcuni di voi hanno lavorato molto, per arrivare dove sono, perché fermarsi proprio ora? Il momento in cui riuscirete a superare anche questo scalino, sarete ripagati da una grande gioia, che non ha niente di umano e non è definibile attraverso le parole. Spesso accade che vedete la realtà attraverso gli occhi di chi non desidera la vostra crescita e la vostra evoluzione…provate a sganciarvi da questa illusione e da chi c’è dietro e cercate di vederla con gli occhi della vostra anima. Molti hanno smesso di credere a ciò che sentono profondamente. Siamo circondati da corpi e menti sofferenti, per questo chi ancora sente l’amore nel cuore gridi forte “sia fatta giustizia!” Proclamate forte il volere di Dio, la libertà dell’oppresso, la fine della prepotenza e la salvezza del più debole, cominciate da chi avete nel vostro raggio immediato di azione, aiutate coloro che sono schiacciati dalle loro stesse paure, circondate chi soffre con luce e amore e le loro anime ve ne saranno grate anche senza un grazie, ma magari con lo sguardo, un sorriso o un pensiero di amore.
Om Namah Shivay.”

Tratto dal libro “L’amore e la fine dei tempi” di Giuseppe Montalbano (Jāriyama), settima sezione: messaggi degli anni 2003-2006. Acquistabile in formato elettronico su Amazon Kindle Store, Google Play Book Store, Streetlib Store, Apple iBook Store, Bookrepublic.

Disegno realizzato da Giuseppe Montalbano (Jāriyama).

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